di Paolo Cavaleri
CINETICA – Il più grande atto di compassione umano risiede nella capacità di mettersi nei panni degli altri. Purtroppo, la politica mondiale mira a predisporre un sistema educativo funzionale al consumo e all’asservimento intellettuale, così come le spese militari sono predilette dai governanti, rispetto a ipotetici piani internazionali per risolvere la fame nel mondo o rendere l’acqua potabile. Probabilmente scriverò per lettori che come me vivono in occidente, dunque devo spingere tutti noi a chiederci: viviamo in un mondo giusto? E se non lo fosse, ci riguarderebbe? Per quanto pensiamo di vivere in autonomia, c’è un sistema malvagio che si adopera perché la bilancia sia sempre a favore dei ricchi, gli abbienti, e organi che stimolano all’indifferenza di tutti gli altri che rimangono. È tremenda la sensazione di sapere che quasi tutti gli oggetti che abbiamo sono prodotti da lavoratori senza garanzia di dignità per il loro futuro, ogni cosa che mangio è il desiderio di chi muore di fame, e ogni sogno che posso avere, poteva essere quello di un bambino, ucciso da una guerra promossa da governanti che stringono la mano ai nostri politici.
“HUMAN” – (2015)
Vorrei lasciare qualcosa … vorrei lasciare una traccia. Una traccia!
Si attraversano le storie di uomini, donne, ragazzi, fanciulle, padri e madri. È la guerra a ottenebrare la vita di tutti, chi l’ha respirata ne ha visto le cicatrici, le crudeltà delle intenzioni che impregna gli Stati divenuti ora esecutori di ordini orribili: genocidi, violenze e culture contorte che lasciano il segno nei cuori più puri. Poi vi sono atti inattesi, come quello nel racconto di una donna salvata a suo tempo da un soldato delle SS naziste, cresciuta dai genitori dello stesso per una nuova esistenza, oppure le confessioni di un uomo che attende nel silenzio, qualcosa o qualcuno che gli dia un’altra occasione di fare violenza e uccidere … perché lo desidera, poi, per contro, parla chi si ferma davanti al nemico perché ne riconosce un volto con due occhi da umano. Ma la guerra non è il solo contenuto, al suo opposto vi è l’amore: matrimoni, e coppie provate da ostacoli che rimangono fedeli a dispetto del tempo, dove il regalo più bello è stata la convivenza nel viversi anche nel dolore, così come le gioie. E ancora, l’amore nell’anima di omosessuali, egualmente meritevoli e umanamente fragili per i percorsi, le storie e peripezie, come quelle di donne mediorientali accoltellate dai mariti. Sempre le donne, con la forza di chiedere e formalizzare il divorzio, con la tempra di vivere per i figli, il tema della poligamia, di come nelle famiglie si viva diversamente. Tragitto pulsante quello del lavoro, dei diritti scritti su carta, ma negati nella pratica, e per questo nuove identità si formano nei viaggi ed esperienze in altri paesi, come in altri continenti, lontano da casa, magari per anni. Aborigeni, presidenti, persone menomate fisicamente, ed altre apparentemente normali con spirito in lacrime che di fondo abbisognano di un’unica cosa: il prossimo che recuperi il senso profondo dell’esistenza. Tutto questo, in ogni istante per tutti i luoghi del mondo da sempre.
Guarda Osserva Comprendi – “HUMAN” è un film-documentario del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, prodotto dalla ‘Fondazione Bettencourt Schueller’ nel 2015. Ultimo capolavoro contemporaneo del genere documentaristico, consacra l’autore come occhio umanistico, attento e sensibile, a carpire, raccontare storie da tutto il mondo per completare i tasselli politici, sociali ed economici della realtà odierna. Diverse storie viste dall’occhiello di alcune porte che aprono a realtà diverse, reali, sofferte, gioiose, fortunate, che hanno rinascite spirituali, processi identitari in corso e situazioni arrese a dinamiche dominanti di potere.
Buona Visione – Forse verrà un giorno in cui, lavori come questo potranno far parte di un passato antico, non praticato, superato, proprio perché la <ricchezza di pochi non dipenda dalla povertà dei molti>. L’uomo necessita di una svolta, e anche se la questione è complicata, basta prendere coscienza, negli atti di ogni giorno di come dovremmo capire che tutto il mondo ci riguarda … ci appartiene. L’appartenenza costruirà il mondo di domani che lasceremo per le scelte globali di oggi.